alessandro 的个人资料L'antro Oscuro della Bel...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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L'antro oscuro della belvaCon una piccola memoria ritorno al fato disperso delle mie lungimiranti agonie. Sono nato nella morte, con lunghe unghie e detriti nella terra di nessuno. Il silenzio è padrone della mia virilità mancata, del mio essere gradualmente traviato e raccontato da piccoli demoni interiori che mi fanno rimuginare sul senso delle allodole che volano sui campanili abbandonati di Isaia. Le note si susseguono in una marcia devastante d'amore che non finisce, un piccolo sforzo di vento assente e natio di piccole città grandiose che bruciano senza il fuoco mortale di Agrippina. Il mio nome è nessuno, e nessuno è ciò che sarò tra i pinguini amoreggianti a ore del cucù. Sono solo un essere umano. Nulla più. Ho voglia di brezze marine e di albe montanare che illuminino il nero volto dell'ipocrisia. Hitler direbbe che è colpa di ebrei scabrosi, per puro divertimento e invidia per i loro averi di gran lunga superiori allo stipendio di un imbianchino. Povera politica decaduta. Non esiste più la famosa polis in cui ognuno recava senza alcun timore la propria essenza etica spinto dal un filo filantropico di annientamento. Devil Driver in ascolto senza nessun intento di reclutare una piccola fregna bagnata, con cani penetranti in un piccolo antro oscuro della belva. ......nient'altro......Me ne lavo le mani di pazzi burocrati...insulse scimmie di pura malvagità, fisse sul loro tronetto di giada, boriosi del loro successo finanziario. Beata la vita di chi nel suo piccolo lenzuolo asciuga le proprie lacrime di gioia. Le piccole dolcezze linfatiche di corvi bianchi che volano al di sopara della tua dimora, ormai frivola e obsoleta. Il futuro è qui...tra mille cornamuse che risuonano la marcia nuziale della sposa cadavere. strana a volte la vita; ti riporta all'inizio dei tempi e ti fionda tra gli inetti e rifiuti organici. Postumi di sbronza in soffitta con cantilene marinaresche, mi trapano le orecchie di Mefistofele indignato dal passare così lento degli anni a venire. La tue piccola e celebrale follia mi affascina. Sono nauseato dall'odore di sapienza che emana il corpicino tenue di tua sorella in putrefazione, macchiata fino al midollo di sperma di pedofilo giocondo. Si diverte, è divertente oserei dire. Piccoli batuffoli di carne che aspettano di essere traviati da uomini in nero...la vendetta è esplicita....la carriere è negata....il passo del drogato danzante si abbassa i pantaloni di fronte a cotanta bellezza.....nient'altro...... Cornice di DoloreSeduto sull'ilarità di condizioni umane inesplicabili, prive di ogni forma di sostanza applicativa e menzogna, sono morto. La piccola betty mi sussura frasi di speranza incognita sedata dal fuoco di mille freddure, urlate al mio nome, come dolci ingiurie di morte. Sono abbandonato tra i rifiuti di ciò che ero prima di vivere e morire dettato solo dall'orgasmo multiplo e rarefatti ansimi. l'uccello vola nel mio piccolo cervello abbandonato dal resto del mondo, ignaro dei piccoli tradimenti giornalieri su siti proibiti. Mi manca l'odore ineffabile di carne intrisa di piacere vaginale, reietta al sesso confinato e normale. Volo su case di cartapesta illuminate da fioche luci di giada che riecheggiano senza il sentimento necessario a dire una sola parola in presenza di papi funesti in preda a convulsioni febbrili girate dalla cocaina e dall'estasi dell'astinenza sessuale con suore pie di umore vaginale. Sono uno storpio che gareggia i 100 metri ad ostacoli nelle olimpiadi della vita e cerca di essere tra i primi ma non ci riesce mai. Forse. Voglio una piccola luce di speranza, un suono familiare che mi giunga alle orecchie senza che il mio dolce vagito interiore esploda come un kamikaze su di un edificio troppo elevato. Voglio l'amore. Comprensione. Stanco di comprendere in modo univoco. Comprensione bilaterale. Addio. Mi chiamo ErnestoMi chiamo Ernesto e sono un assassino…ahahah….Wilde si rivolterebbe nella tomba no? Il piccolo buddha mi chiamerebbe al cellulare per dirmi che le orche si confessano nel papale di zio Fausto. Non so come mai le tonache del Monviso sono così in voga oggi, ma posso dedurre che la piccola frenesia è lodevole per gli struzzi. Il mondo animale, che meraviglia…sono felice di vivere ma stanco di sopravvivere. Grande occhio che guardi le mucche muggenti e i leoni leggendi. Ahahahahah…simpatico il cinismo vero? Piccole gocce di rugiada sulla pelle di serpente in cattività che brucia le suole di fratelli non falsi ma veri e propri…e vegeti…la lunga strada della vita collima perfettamente con l’intestino crasso di politici ipocriti e corrotti, fatti di soldi fino al midollo e prostitute della borsa che urlano a mezzo mondo la loro debolezza e droga. Il sole ruota attorno alla terra? Noi siamo il centro di un antro anale fatto di polvere di stelle? Lassù Marx assume inferocito l’oppio più buono che ci sia, senza tracce di lampade ad olio. Strade illuminate da cornuti dirigenti, lascivi di intrallazzi e sollazzi sessuali con strisce bianche di neve corallina. La piccola borghesia nel suo piccolo si frocizza di cazzi neri, senza ritegno delle loro donne stravolte dalla penetrazione di falli newtoniani, detti piccoli idilli del freddo e crudo sesso immorale; nessuno si rivolge senza il Signore a esseri senzienti che defecano sulla testa di formiche operaie vandale, presi per il culo senza alcuna moda estiva che li protegga. La voglia di evadere si rivale sulla demenza senile, rinchiusa in piccole celle ad hoc che ruotano attorno a colline seducenti di carne in putrefazione. Piccoli insetti orbitano attorno a lampadari di cartapesta, privi di alcuna sostanza accondiscendente. Nella nebbia vago da solo, tra palazzi e lucciole, stamberghe e magioni. Cerco la carne per il mio sostentamento spirituale, il mio target quotidiano. Bramo il sangue dei dannati, miseri ed inetti, che cavalcano questo mondo in rovina. Erachele, questo è il nome. La seguo da millenni e lei nemmeno si è accorta del mio morboso interesse. Le luci di sottofondo si infiltrano nella coltre di acqua rarefatta, pizzicando il mio volto immortale. Brucia celestiale pianeta, della sostanza che la vita ti ha donato. Lillipuziane forme sinuose danzano davanti ai miei occhi, quando una tetra figura cambogiana mi contatta. “Non punire. Distruggi.” Questo mi dice. La memoria ritorna all’era dei tradimenti, stregoni fuggiaschi su di scope ormai marcite, che nuotano come libellule su prati verdi soffocati da acquitrini in decomposizione. Brune grandini cadono dal cielo poroso, trasportate da venti graziosi di morte. Il lupo ormai stanco di ululare mi guarda perplesso, e mi incita alla caccia. Le sono dietro. Il sangue mi pulsa nelle vene ormai caduche, una vodka troppo invecchiata non fa bene. Sento profumi di innocenza, e l’odore acre del sesso che si risveglia. Fronde di alberi accompagnano il contatto sublime, la carne si lacera in modo ordinato e tranquillo sotto la morsa di fauci demoniache che ne succhiano il contenuto. È fatta. Lei è mia per sempre. Un pasto. Follia. Orgasmo. |
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